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SFREGIO AL MONUMENTO ALLE VITTIME DELLA UNO BIANCA, «EPISODIO TRISTE CHE AGGIUNGE DOLORE»

«Un episodio triste, che aggiunge altro dolore alla già immensa sofferenza patita dai parenti delle vittime della banda della Uno Bianca». Così il presidente del Gruppo Pd all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro commenta l’atto vandalico che ha danneggiato il monumento a ricordo dei 24 caduti sotto i colpi dell’organizzazione criminale guidata dai fratelli Savi.
«Probabilmente chi ha compiuto questo gesto non immagina cosa significhi subirlo per chi ha avuto un parente o un amico assassinato, oppure per gli oltre cento feriti dal commando criminale. Forse chi ha asportato quella lapide nemmeno conosce bene la vicenda e questo rende tutto più grave».

ATTENTATO IN NUOVA ZELANDA: DOLORE PER LE VITTIME E SOLIDARIETÀ ALLA COMUNITÀ MUSULMANA

«In una giornata nella quale i giovani di tutto il mondo sono scesi in piazza in difesa del clima, riaccendendo anche la speranza degli adulti per un futuro migliore, dalla Nuova Zelanda arriva una notizia che rattrista e addolora, facendo riemergere sentimenti deprecabili come l’odio religioso, il fanatismo e il suprematismo bianco. Dalla stampa si apprende che gli attentatori avevano scritto sui caricatori delle armi automatiche usate per sparare nelle moschee i nomi di personaggi storici e autori di azioni contro gli immigrati, tra cui l’italiano Luca Traini, che lo scorso febbraio tentò una strage di migranti a Macerata ferendo sei persone.

Purtroppo azioni come queste rendono ancora più in salita il già difficile percorso verso l’integrazione dei popoli e delle culture. Un cammino che anche qui in Italia si tenta di interrompere con becere speculazioni politiche. A nome di tutto il gruppo Pd dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna esprimo cordoglio e vicinanza alla comunità musulmana e i parenti delle vittime».

ROBERTO MORGANTINI COMMENDATORE DELLA REPUBBLICA: UN ONORE ESSERE SUO AMICO

«È per me un onore conoscere ed essere amico di Roberto Morgantini. L’onorificenza che oggi gli attribuisce il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non è solo una parola da aggiungere davanti a un nome o una pergamena da incorniciare – dichiara il Presidente del gruppo Pd all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro – il motivo per cui è stato nominato Commendatore fa la differenza: “per il suo prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva”. Mai come oggi il nostro Paese e anche l’Emilia-Romagna hanno bisogno di persone come Roberto che con il loro agire quotidiano combattono la cultura dell’odio, dell’individualismo e del rifiuto».

MANIFESTAZIONE CONTRO LE POLITICHE DEL GOVERNO SUL LAVORO: DALLA SOCIETÀ CIVILE DELL’EMILIA-ROMAGNA SEGNALE IMPORTANTE

«Un segnale importante da tutta la società civile dell’Emilia-Romagna». Così il presidente del Gruppo Pd all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro commenta la partecipazione di almeno 10mila persone dall’Emilia-Romagna alla manifestazione nazionale che si svolgerà sabato 9 febbraio a Roma indetta da Cgil, Cisl e Uil per chiedere al Governo interventi concreti per lavoratori, pensionati e giovani, per lo sviluppo, la crescita e i diritti sociali.

«Non posso che condividere le ragioni della manifestazione – aggiunge Caliandro – sono contento che finalmente il dissenso nei confronti delle politiche del tutto sbagliate dell’esecutivo giallo-verde, che da tempo il Pd sta portando avanti in Parlamento, sia condiviso anche dalla società civile. Del resto le bugie hanno le gambe corte e i cittadini si stanno rendendo conto che le promesse oniriche di Salvini e Di Maio non si tradurranno mai in realtà, mentre il Paese sta precipitando nella recessione economica e la forbice sociale delle disuguaglianze si allarga».

DUE AGOSTO, NON SI METTA IN DISCUSSIONE LA VERITÀ PROCESSUALE

«Sono indignato e amareggiato per le parole pronunciate oggi da Gilberto Cavallini nei confronti dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, perché offendono la memoria delle 85 vittime della bomba – afferma il capogruppo Pd all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro – credo che chi da quasi 40 anni attende che sia fatta piena luce su una delle pagine più inquietanti della nostra storia repubblicana meriti più rispetto. Inoltre – aggiunge Caliandro – quando l’ex Nar parla di patto tra avvocati, Procura e Partito comunista per attribuire la responsabilità della strage al terrorismo di estrema destra e afferma di credere alla “pista palestinese”, appare più che evidente il tentativo di rimescolare le carte anche su quella parte di verità già stabilita dai processi».

INCHIESTA MONDO SEPOLTO, LICENZE E CONTROLLI: DI CHI È LA RESPONSABILITÀ?

«Con quali criteri sono state assegnate le licenze per operare all’interno dei nostri ospedali alle aziende di pompe funebri e quali controlli sono stati fatti nel corso degli anni per verificare la correttezza del loro operato?»
Parte da queste due domande l’interrogazione che il capogruppo presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro ha presentato a nome di tutti i consiglieri Pd all’assessore alla Sanità Sergio Venturi.

«Già nel 2004 la nostra Regione ha approvato una legge che vieta l’intermediazione commerciale nell’attività funebre – sottolinea Caliandro – e dall’anno scorso ha stabilito l’obbligo della vestizione del defunto da parte delle imprese abilitate. Mi chiedo in tutta sincerità cosa possiamo fare di più in base alle nostre competenze in materia».

Per scongiurare il ripetersi di episodi di sciacallaggio come quelli portati a galla dall’inchiesta “mondo sepolto”, Caliandro chiede quindi alla Giunta regionale di studiare strumenti amministrativi per garantire il turnover del personale addetto alle camere mortuarie e ribadisce che un simile sistema «ha attecchito e si è sviluppato perché chi era preposto ai controlli sull’operato delle aziende incaricate non l’ha fatto in maniera puntuale».

«Inoltre – conclude Caliandro – in queste ore sarà approvata una mia risoluzione, sottoscritta anche dagli altri colleghi del gruppo Pd, con la quale si chiede alla giunta di sollecitare il governo nazionale ad alzare il tetto delle spese funerarie detraibili, l’adozione di misure di contrasto all’elusione e all’evasione fiscale, nonché l’impegno affinché la Regione si costituisca parte civile nel processo contro i responsabili di questo odioso e ignobile racket».

PRESTO UN BOOM ECONOMICO? IL MOVIMENTO 5 STELLE HA PERSO CONTATTO CON LA REALTÀ

«Nel giorno in cui l’Istat pubblica dati che certificano una brusca frenata della produzione industriale in Italia a novembre (-2,6%) e che seguono quelli negativi sull’economia italiana del terzo trimestre 2018 e le previsioni sul Pil continuamente riviste al ribasso, il leader dei Cinque Stelle, vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, parla di un prossimo “boom economico come quello degli anni Sessanta”. Definire la situazione surreale è fin troppo facile. Qui siamo ben oltre il surreale, o si tratta di dissociazione totale dalla realtà oppure siamo di fronte ad un estremo tentativo di distrarre l’attenzione da una realtà sempre più difficile con dichiarazioni fantascientifiche.

Con una situazione nazionale già abbastanza deprimente poteva forse astenersi la Capogruppo del M5S in Emilia Romagna, la sempre combattiva Silvia Piccinini da questo festival della fantascienza in chiave pentastellata? E certo che no, se il leader Di Maio bussa, qui bisogna sempre fare almeno il doppio!! E a cosa pensa di attaccarsi la collega Piccinini per criticare i dati economici di una Regione che sta surclassando il resto della nazione su ogni indicatore? La sempre ottima Capogruppo pro tempore del M5S pensa bene di attaccarsi quindi ai dati IRES diffusi ieri per dire che il “Patto per il Lavoro” (ricetta tutta emiliana per contrastare la crisi che ci ha attanagliato in questi anni) produce solamente lavoro precario e di bassa qualità. Senza voler perdere tempo in sterili polemiche, cito quale risposta i semplici dati che abbiamo fatto registrare in questi anni: nel 2018 la nostra Regione ha fatto segnare un incremento del Pil pari al 4%, il miglior risultato a livello nazionale per il quarto anno consecutivo. Il tasso di disoccupazione è del 5,9, tre anni fa era al 9%. Nei primi nove mesi del 2018 la produzione industriale è cresciuta del 2,2% e l’export del 5,2%. Se non avessi letto sulla stampa e sulle agenzie le dichiarazioni di Di Maio e Piccinini penserei di stare su “Scherzi a parte”. Con la situazione che ognuno di noi ha davanti agli occhi come si fa a lodare le misure del governo e stigmatizzare il patto per il lavoro della Regione?

Ho l’impressione che il movimento 5 Stelle abbia completamente perso contatto con la realtà, dato che vorrebbe un’Emilia-Romagna più simile all’Italia. Noi, al contrario, vorremmo un’Italia più simile all’Emilia-Romagna. Anzi, non vediamo l’ora che il Presidente Conte e i suoi vice Salvini e Di Maio inizino a seguire concretamente il nostro esempio, perché avremmo bisogno di un Governo nazionale forte ed autorevole che possa supportare ulteriormente la nostra azione. Nella certezza che Silvia Piccinini vorrà farsi portavoce presso il visionario Ministro di Maio del nostro invito ad adeguarsi quanto prima alle politiche della Regione Emilia Romagna, mi permetto di consigliare con estrema urgenza un primissimo intervento sulle ex Bredamenarini: la Regione ha stanziato già 1,5 milioni di euro per il salvataggio dei posti di lavoro ed avremmo tanto bisogno dell’intervento del Super Ministro Di Maio con i suoi potenti mezzi e con la sua tanto invidiata “visione di lungo periodo”, ma finora nessuno si è fatto vedere…».

SCOMPARSA FRANCESCO BERTI: «BOLOGNA PERDE UNO DEI SUOI FIGLI MIGLIORI»

«Con la scomparsa di Francesco Berti Arnoaldi Veli Bologna perde uno dei suoi figli migliori – commenta il presidente del gruppo Pd dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro – Berti è stato un partigiano della democrazia, durante la Resistenza e poi per il resto della sua lunga vita. Lo ricordo sempre presente alle commemorazioni della Guerra di Liberazione come portavoce dei partigiani azionisti. Inoltre, Berti è stato partecipe, come uomo di legge e come cittadino, anche di tutti i principali momenti e movimenti civili, da quello per la pace a quelli contro il terrorismo e lo stragismo, per la giustizia e la legalità. Così facendo è stato per molti decenni un punto di riferimento di tutta la città, oltre che per chi aveva vissuto con lui il tempo della lotta più drammatica. La sua figura di intellettuale laico si iscrive fra le principali della grande scuola di Giustizia e Libertà, interprete di un filone decisivo della storia culturale e politica del nostro Paese. Sono vicino ai suoi familiari e a quanti gli sono stati compagni e amici».

NUOVO CONTRATTO PER I DIPENDENTI, LA REGIONE INVESTE SUL PROPRIO CAPITALE UMANO

Con la firma ieri notte del nuovo contratto decentrato, la nostra Regione ha deciso, in accordo con le organizzazioni sindacali, di investire risorse proprie (quasi 6 milioni di euro) per aumenti, premi di produttività, possibilità concrete di crescita professionale e aumento del welfare aziendale quale plastica testimonianza della volontà di investire sul capitale umano della propria amministrazione. Un’amministrazione che, vale la pena ricordarlo bene, è ai vertici europei in ogni classifica di redditività, efficienza e innovazione. Soldi dell’Emilia-Romagna che la Regione può stanziare perché è tra le pochissime (insieme a Lazio e Toscana) con i conti in ordine.

Quanto accade nel nostro territorio stride non poco se consideriamo le grida di allarme che provengono da numerosi organismi della PA nazionale (tra tutti Inps, Cnr, il mondo della scuola e dell’Università) per le poche notizie che emergono in queste ore e che prospettano un blocco di assunzioni e stabilizzazioni di ogni tipo. Un ritorno all’era del Governo Monti che, nella gestione della parte più dura della crisi e con uno spread alle stelle, dovette forzatamente bloccare lo sviluppo del Paese.

Si potrebbe facilmente ironizzare sull’azione di Governo di coloro i quali solo poche settimane fa se ne infischiavano degli avvertimenti della Ue per poi prodigarsi in queste ore in scene patetiche per evitare la procedura di infrazione, ma purtroppo tutti noi già ora siamo e saremo chiamati a pagare caramente queste bugie e finzioni. È un fatto che sui tagli prospettati su Università e Scuola, stiamo giocando sulla pelle dei nostri giovani e quindi con il nostro futuro. Da italiano sono sconfortato da questo scenario, ma da emiliano-romagnolo mi auguro che il Governo nazionale non si segnali anche questa volta come un’insopportabile zavorra al piede della nostra Regione vanificando i risultati che abbiamo ottenuto grazie a un’oculata gestione amministrativa impedendoci ogni tipo di investimento nello sviluppo e crescita della nostra economia e della nostra società.

BILANCIO 2019-21: UNA MANOVRA DI SINISTRA CHE RAFFORZA IL WELFARE E STIMOLA L’ECONOMIA

«Questa è una manovra di sinistra, che rafforza il sistema di welfare e contemporaneamente stimola l’economia – dichiara Caliandro –. Si tratta di un bilancio in crescita che dimostra come la nostra Regione sia aperta, solidale e abbia il coraggio di investire. L’Emilia-Romagna conferma di essere all’avanguardia ed esempio di equilibrio per il Paese di fronte ad un Governo che traduce le proprie promesse in incertezze per i territori. Con questo bilancio realizziamo misure per le nostre famiglie e le nostre imprese, con un’attenzione particolare per chi ha più bisogno, consolidando servizi fondamentali come la sanità, senza fare deficit. C’è chi strumentalmente la definisce una manovra elettorale ma è evidente che in modo miope non si riconosce come questa regione ad ormai quattro anni sia prima per crescita, export e occupazione e abbia il coraggio di continuare ad investire in progetti, infrastrutture e manutenzione del territorio. Siamo consapevoli che c’è ancora tanto su cui lavorare e siamo pronti a rimboccarci le maniche per migliorarci ogni giorno. Siamo stati i primi ad introdurre misure concrete come il reddito di solidarietà o l’abolizione del superticket, amministrando in modo serio, rigoroso e responsabile, assumendoci in pieno la responsabilità delle scelte fatte. Per questo ci preoccupa l’insicurezza che il Governo sta creando nel Paese, perché non vediamo la stessa volontà di crescita e sviluppo ma bensì un modus operandi che critica, taglia e smonta sulla pelle dei cittadini».