Pare sia andata così. Günter Schabowski, portavoce della SED, il nome del partito unico al potere nella Germania dell’Est, la DDR. parla alla Tv di una nuova normativa per l’espatrio, più leggera. E’ una conferenza stampa. Lo scopo è alleggerire la tensione, guadagnare tempo. Ma ad un certo punto, rispondendo con qualche imbarazzo alle domande impreviste di un giornalista italiano, si lascia scappare parole che ebbero conseguenze decisive. “Le nuove regole valgono anche per Berlino e valgono da questo momento“.
Un’ora dopo al valico di Bornholmer Strasse erano arrivate decine di migliaia di persone. Le guardie sollevarono la sbarra, il Muro di Berlino era superato per sempre e in poche ore sarebbe stato preso d’assalto e distrutto. La DDR scompariva e in breve anche l’URSS di Gorbaciov sarebbe caduta. La sua riforma non era stata possibile. Senza dittatura quel “socialismo” non reggeva e infatti cadde.
Sono passati trenta anni. Il nostro sguardo può essere più a fuoco. Tante previsioni espresse in quei giorni si sono rivelate fallaci. La storia non è finita, le ingiustizie men che meno, il mondo non è diventato unito e solidale ma sembra oggi l’arena di potenze che, tutte, decantano i loro armamenti. Un nuovo equilibrio, fondato sulla pace e non sul terrore, non si è costruito.
L’Europa ha ricevuto dalla riunificazione della Germania un enorme impulso ma l’incapacità di darsi una politica sociale ed ideali forti le hanno impedito sempre di più di esercitare un ruolo decisivo nel mondo. Eppure la democrazia, l’eguaglianza delle opportunità, la prosperità diffusa le appartengono ancora più che ad ogni altra area del globo..
Dopo la caduta, in Europa, dei regimi “socialisti” come in un domino, sia pure gradualmente, ogni tipo di sinistra è andata in crisi, anche quella anticomunista. L’utopia di un “altro mondo” di una alternativa al capitalismo non c’è più, non solo per noi ma per le masse sterminate del terzo e quarto mondo, che infatti cercano una strada diversa, con le migrazioni, alle angosce e alla miseria.
Senza libertà non c’è vita. Questa è la grande lezione del crollo del Muro di Berlino. Ma senza uguaglianza e un lavoro degno la libertà si inaridisce, altri muri sorgono e i pericoli più neri si addensano.
In Italia il Pci, sulla base della sua diversità, superò se stesso, con grande coraggio ma con errori e limiti forse inevitabili. La corazzata di ieri è un ricordo, oggi abbiamo una grande zattera dove culture e persone molto diverse si sono ritrovate. Il mare manda onde altissime. Sta a noi unirci per rinsaldarla e ricostruire.

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