Comuni, le fusioni portano finanziamenti e servizi. Ora decidano i cittadini

Prosegue il percorso per la nascita di 7 nuovi Comuni attraverso le fusioni in Emilia-Romagna. Oggi, in aula, abbiamo messo un altro tassello approvando i progetti di legge che porteranno alla convocazione dei referendum per le popolazioni interessate. Due di queste fusioni riguardano il territorio di Bologna: Baricella e Malalbergo (di cui sono relatore); Castenaso e Granarolo. Nel 2013, in regione, c’erano 348 Comuni. L’1 gennaio 2018, grazie alle fusioni, i Comuni erano 331: 17 in meno. Non è solo una questione di risparmio, che pure è importante. E’ una questione di forza, di finanziamenti e di efficienza. Gli studi di fattibilità e le esperienze di chi  ha intrapreso questo percorso dicono una cosa molto chiara: dopo la fusione i Comuni hanno più soldi a disposizione, sono in grado di garantire servizi migliori e più economici ai cittadini, hanno maggiore peso nei rapporti con le altre istituzioni (per esempio all’interno della Città metropolitana). Naturalmente, com’è giusto che sia, l’ultima parola sui progetti in corso ce l’avranno i cittadini che saranno chiamati a votare al referendum. Il loro voto sovrano sarà rispettato qualunque sia la decisione che prenderanno

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