NUOVO CONTRATTO PER I DIPENDENTI, LA REGIONE INVESTE SUL PROPRIO CAPITALE UMANO

Con la firma ieri notte del nuovo contratto decentrato, la nostra Regione ha deciso, in accordo con le organizzazioni sindacali, di investire risorse proprie (quasi 6 milioni di euro) per aumenti, premi di produttività, possibilità concrete di crescita professionale e aumento del welfare aziendale quale plastica testimonianza della volontà di investire sul capitale umano della propria amministrazione. Un’amministrazione che, vale la pena ricordarlo bene, è ai vertici europei in ogni classifica di redditività, efficienza e innovazione. Soldi dell’Emilia-Romagna che la Regione può stanziare perché è tra le pochissime (insieme a Lazio e Toscana) con i conti in ordine.

Quanto accade nel nostro territorio stride non poco se consideriamo le grida di allarme che provengono da numerosi organismi della PA nazionale (tra tutti Inps, Cnr, il mondo della scuola e dell’Università) per le poche notizie che emergono in queste ore e che prospettano un blocco di assunzioni e stabilizzazioni di ogni tipo. Un ritorno all’era del Governo Monti che, nella gestione della parte più dura della crisi e con uno spread alle stelle, dovette forzatamente bloccare lo sviluppo del Paese.

Si potrebbe facilmente ironizzare sull’azione di Governo di coloro i quali solo poche settimane fa se ne infischiavano degli avvertimenti della Ue per poi prodigarsi in queste ore in scene patetiche per evitare la procedura di infrazione, ma purtroppo tutti noi già ora siamo e saremo chiamati a pagare caramente queste bugie e finzioni. È un fatto che sui tagli prospettati su Università e Scuola, stiamo giocando sulla pelle dei nostri giovani e quindi con il nostro futuro. Da italiano sono sconfortato da questo scenario, ma da emiliano-romagnolo mi auguro che il Governo nazionale non si segnali anche questa volta come un’insopportabile zavorra al piede della nostra Regione vanificando i risultati che abbiamo ottenuto grazie a un’oculata gestione amministrativa impedendoci ogni tipo di investimento nello sviluppo e crescita della nostra economia e della nostra società.

BILANCIO 2019-21: UNA MANOVRA DI SINISTRA CHE RAFFORZA IL WELFARE E STIMOLA L’ECONOMIA

«Questa è una manovra di sinistra, che rafforza il sistema di welfare e contemporaneamente stimola l’economia – dichiara Caliandro –. Si tratta di un bilancio in crescita che dimostra come la nostra Regione sia aperta, solidale e abbia il coraggio di investire. L’Emilia-Romagna conferma di essere all’avanguardia ed esempio di equilibrio per il Paese di fronte ad un Governo che traduce le proprie promesse in incertezze per i territori. Con questo bilancio realizziamo misure per le nostre famiglie e le nostre imprese, con un’attenzione particolare per chi ha più bisogno, consolidando servizi fondamentali come la sanità, senza fare deficit. C’è chi strumentalmente la definisce una manovra elettorale ma è evidente che in modo miope non si riconosce come questa regione ad ormai quattro anni sia prima per crescita, export e occupazione e abbia il coraggio di continuare ad investire in progetti, infrastrutture e manutenzione del territorio. Siamo consapevoli che c’è ancora tanto su cui lavorare e siamo pronti a rimboccarci le maniche per migliorarci ogni giorno. Siamo stati i primi ad introdurre misure concrete come il reddito di solidarietà o l’abolizione del superticket, amministrando in modo serio, rigoroso e responsabile, assumendoci in pieno la responsabilità delle scelte fatte. Per questo ci preoccupa l’insicurezza che il Governo sta creando nel Paese, perché non vediamo la stessa volontà di crescita e sviluppo ma bensì un modus operandi che critica, taglia e smonta sulla pelle dei cittadini».

MARCIA DI FORZA NUOVA A BORGO PANIGALE: INACCETTABILE PROVOCAZIONE

«In questa città, medaglia d’oro per la Resistenza, non c’è alcun sentimento di odio. C’è invece un forte pensiero democratico che è di per sé antifascista e non violento. Per questo ritengo una inaccettabile provocazione la “marcia” rievocativa organizzata per domani a Borgo Panigale da Forza Nuova».

Con queste parole il capogruppo del Pd nell’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna Stefano Caliandro replica alle dichiarazioni del leader di Forza Nuova Roberto Fiore.

«Così come ho condannato senza indugio l’attentato alla sede di Forza Nuova – spiega Caliandro – con altrettanto vigore respingo le farneticazioni di Fiore: non può parlare di “patrioti” per i suoi militanti. Patrioti furono i partigiani che combatterono per garantire anche a Fiore e ai suoi seguaci la libertà. Mi auguro comunque che domani tutto si svolga nel rispetto dell’ordine pubblico e senza ledere la sensibilità dei bolognesi, i cui sentimenti sono fortemente radicati nella costituzione antifascista».

EX BREDA, TESTACODA DEL GOVERNO: I TURCHI “INVADONO” L’ITALIA CON IL GRANDE BLUFF DI DI MAIO

«Avallando il passaggio di proprietà della ex Bredamenarini ai turchi, il Governo dimostra di sottovalutare l’importanza strategica dell’azienda, specie per la produzione di bus ecologici, disperdendo un patrimonio di competenze professionali, di progettazione e di innovazione, tipiche del nostro territorio». È un passaggio dell’interrogazione a sostegno dei lavoratori della ex Bredamenarini sottoscritta dal capogruppo del Pd dell’Assemblea legislativa regionale Stefano Caliandro e dal segretario e consigliere regionale Pd Paolo Calvano presentata oggi (sarà discussa martedì 18 dicembre nel question time del mattino).

Nel documento Caliandro e Calvano puntano il dito contro le promesse non mantenute da parte del governo e in particolare dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che, in campagna elettorale e anche in seguito, si è più volte espresso sulla vicenda dell’azienda metalmeccanica emiliana rassicurando i lavoratori, fino a paventare la nazionalizzazione dell’impresa. 

«Oggi, invece – afferma Caliandro – alla vigilia delle feste natalizie i 154 dipendenti dello stabilimento bolognese sono di nuovo alle prese con ritardi nel pagamento degli stipendi e con l’incertezza per il futuro. Gli slogan “prima gli italiani” e “nazionalizziamo la Breda” si sono rivelati parole al vento, come molte delle promesse fatte dai due partiti che formano l’esecutivo. Ma la Lega è al corrente che la “nazionalizzazione” promessa dai 5S si intendesse da parte della Turchia?».

«Questa vicenda dimostra come il tema dell’ecologia, a parole tanto caro ai Cinque stelle – sottolinea il capogruppo Pd in Regione – viene del tutto ignorato nei fatti,  dato che il Governo, nonostante la disponibilità dei rappresentanti regionali, non ha mai aperto un confronto per discutere della costituzione di un polo nazionale per la produzione di bus ecologici, con investimenti in ricerca, innovazione e capacità progettuale così come richiesto dalla Regione Emilia-Romagna».

ELEZIONI, “PER NOI IL GIORNO IN CUI SI ANDRÀ A VOTARE NON È CERTO UN PROBLEMA”

In merito alla data delle prossime elezioni regionali ecco la mia dichiarazione in risposta a chi accusa la giunta di voler far slittare il voto:

“Dall’ufficio legislativo dell’Assemblea siamo stati messi al corrente del mancato recepimento nell’ordinamento regionale della normativa nazionale che regola le elezioni regionali, in particolare della legge numero 165 del 2004 che allarga la possibilità di andare a votare nei sei giorni successivi i sessanta dalla scadenza della legislatura. Abbiamo già coinvolto i principali Gruppi dell’opposizione, Lega e Movimento 5 stelle, che hanno condiviso la necessità di affrontare questo che è un passaggio tecnico. Cosa che faremo in Aula nel momento in cui saremo chiamati a discutere proposte di adeguamento della normativa regionale. Sia chiaro, infatti, che ciò di cui si sta discutendo in Assemblea legislativa non è fissare la data del voto bensì il mero recepimento di una normativa nazionale, né in questa discussione è coinvolta la Giunta. Per questo appaiono ancor più strumentali le dichiarazioni di esponenti politici emiliano-romagnoli della maggioranza di Governo che parlano di presunte volontà di far slittare in avanti le urne. Vedono ciò che non esiste e quindi parlano a sproposito, a differenza dei ragionamenti fatti dai loro colleghi in Assemblea legislativa. Noi siamo per il principio di legalità, secondo il quale le leggi si applicano. Dopodiché, se è il ministro Salvini che vuole cambiare le regole e fissare lui la data delle urne, lo faccia: ci adegueremo, per noi il giorno in cui si andrà a votare non è certo un problema”.

GRUPPO FCA, CALVANO E CALIANDRO: “IL GOVERNO DEFINISCA UNA STRATEGIA PER L’AUTOMOTIVE”

Sollecitare il Governo ad istituire un tavolo nazionale alla presenza di tutte le Regioni per definire una strategia nazionale per l’automotive e per salvaguardare e rilanciare i siti del gruppo FCA. È il senso della risoluzione a prima firma del segretario e consigliere Pd Paolo Calvano, sottoscritta anche dal capogruppo Stefano Caliandro.

«A seguito dell’incontro tenutosi in Regione tra sindaci e organizzazioni sindacali le prospettive del gruppo Fca in Emilia-Romagna riteniamo debbano essere al centro delle politiche nazionali – spiega Calvano –. I problemi urgenti degli occupati di Maserati, Vm Motori e Magneti Marelli attendono una risposta urgente. In Emilia-Romagna il settore dell’automotive è strategico per sviluppo, innovazione e occupazione. Solo in Emilia-Romagna sono oltre 8000 i dipendenti diretti. Per questo oltre alla risoluzione, grazie all’impegno dell’assessore Palma Costi è già stato richiesto al Ministro dello Sviluppo economico di convocare un incontro nazionale con i vertici di Fca, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di tutte le Regioni sedi di stabilimenti del Gruppo.  Saremo vicini ai dipendenti nel pressing al Governo affinché dia risposte concrete».

«La tutela delle imprese e dei loro lavoratori è al centro del nostro impegno in Regione – aggiunge Caliandro –. Ci sono troppe promesse non ancora attuate da questo Governo, oltre al gruppo Fca attendiamo ancora risposte sulle prospettive di BredamenariniBus su cui manteniamo alta l’attenzione».

VITALIZI, LETTERA APERTA AL CONSIGLIERE M5S ANDREA BERTANI

«Con infinita pazienza, accompagnata però anche ad una nota di divertimento, mi accingo, ultimo di una lista infinita, a spiegare per l’ennesima volta qualche nozione di matematica di base (unitamente alle materie di costituzione italiana e di scienza dell’amministrazione) agli amici pentastellati sulla questione dei vitalizi della Regione Emilia Romagna.

Innanzitutto li richiamerei ad una maggiore serietà e sobrietà perché non si possono sparare “pensieri in libertà” come fanno solitamente i seguaci di Grillo. Capisco che per i consiglieri del Movimento 5 Stelle le leggi non esistano e debbano essere piegate ai loro mutevoli e incerti voleri, ma le leggi di uno Stato sono il fondamento del patto sociale e devono essere seguite. Poi, se ci sono i numeri, si possono cambiare a patto che non confliggano con la nostra legge fondamentale che si chiama Costituzione della Repubblica italiana.

Date queste nozioni di base, il consigliere Bertani non sa o dice il falso quando accusa la nostra Regione di essere troppo “timida” sui tagli ai vitalizi. Da attenti ed approfonditi calcoli effettuati, se applicassimo anche qui il regime introdotto da Camera e Senato, spenderemmo di più rispetto a quanto abbiamo stabilito. Sarebbe dunque un passo indietro e non un passo avanti rispetto alle scelte di sobrietà e di contenimento dei costi della politica varate dall’Emilia-Romagna SENZA l’apporto dei 5 Stelle. Oltre a questa semplice considerazione di tipo matematico, ci sarebbe, lo ricordo una volta di più, il rispetto di quell’inutile oggetto chiamato COSTITUZIONE. Più di uno studioso, infatti, sostiene che il regime introdotto dalle Camere sia a forte rischio di costituzionalità. Un dubbio che si accompagna alla perfezione a quanto pensano gli stessi questori di Camera e Senato, i quali hanno previsto saggiamente un accantonamento dei supposti risparmi per correre ai ripari qualora la Consulta dovesse bocciare quel provvedimento. Strano che gli stessi artefici del provvedimento siano, nei fatti, ben poco certi della sua validità e sostenibilità. Ma se anche per un secondo fossimo colti da un attimo di demenza assoluta e dessimo ascolto a queste “perle di saggezza in salsa pentastellata”, non solo dovremmo immediatamente spendere di più per i trattamenti pensionistici dei consiglieri, ma dovremmo anche accantonare altrettanti soldi (e quindi tagliarli dai servizi ai cittadini) per metterci al riparo come hanno fatto in Parlamento. Un bel risultato davvero per la politica regionale, complimenti!!!

Sto forse accusando i 5 Stelle di essere ignoranti? No perché sulla mancanza di cultura non c’è nulla da scherzare, piuttosto propendo per la più totale malafede. Volete la prova? Si guardi come il Governo sta gestendo la questione delle “cosiddette pensioni d’oro”: erano partiti con l’idea di applicare anche a queste il ricalcolo contributivo (come per i vecchi vitalizi, per intenderci) e di farlo direttamente in legge di bilancio. E poi? Brusca frenata: temendo anche in questo caso la bocciatura di costituzionalità e sapendo oltretutto di dover accantonare pure le risorse per correre ai ripari, hanno preferito cambiare strada. Interverranno quindi con una legge ordinaria chiedendo alle pensioni di più alte un contributo di solidarietà. Guarda caso esattamente la soluzione adottata qui da noi in Regione, già sperimentata dal Governo Letta e già dichiarata legittima dalla Corte costituzionale.

Ecco, dopo tutte queste considerazioni, chiedo umilmente perdono ai 5 Stelle se rifiutiamo le loro ricette così “illuminate”, ma abbiamo a cuore la sorte dei nostri concittadini e non smetteremo mai di lavorare per efficientare al massimo la macchina regionale e quindi per destinare il maggior quantitativo di risorse alla nostra società (che, guarda caso, è sempre ai vertici di ogni classifica di ricchezza e di buon vivere a livello nazionale ed europeo). Ritengo quindi che i grillini siano in malafede e, di più, siano profondamente invidiosi delle ricette amministrative e politiche che attuiamo in Emilia Romagna. Posso capire che bruci, in un momento come questo dove il “Governo del cambiamento” sta varando solo tagli sul welfare e condoni vari, leggere che la nostra regione stanzia ulteriori 260 milioni di euro sui giovani dopo averne già stanziati 650 milioni dal 2015. E soprattutto è scandaloso, ai loro occhi un po’ appannati, che lo faccia attraverso un patto sottoscritto da enti locali, parti sociali, università, terzo settore, ecc.

Cari consiglieri del Movimento 5 Stelle, umanamente capisco il vostro disagio, ma vi do un piccolo consiglio: tentare di rispondere a queste notizie con un’uscita del genere, non vi fa bene perché, oltre a palesare la vostra invidia, vi rendete -politicamente parlando- oltremodo ridicoli.»

Con immutata stima e amicizia.

Stefano Caliandro

COMUNICATO STAMPA | PROGETTO DI LEGGE PER GARANTE TUTELA VITTIME REATO DA PARTE DELLA LEGA NORD

CALIANDRO: “BENVENUTO CARROCCIO!! ARRIVATE 14 ANNI DOPO LA REGIONE EMILIA ROMAGNA”

<< Leggo con estremo piacere le agenzie di stampa con le quali la Lega Nord annuncia un fantasmagorico progetto di Legge regionale per l’istituzione di un Garante che tuteli le vittime di reati, informo però i volenterosi ma sbadati amici della Lega che una struttura che aiuta le vittime seriamente esiste già in Emilia Romagna da 14 anni.>>

Con queste parole il Presidente del Gruppo Pd in Regione Emilia Romagna  Stefano Caliandro commenta la presentazione di un Disegno di Legge da parte della Lega Nord per l’Istituzione di un’Autorità Garante che tuteli le vittime di reati.

<<Spero tanto che da tale documentocontinua Caliandropossa venire qualche spunto interessante, ma ho poche speranze, poiché se si afferma che la Regione Emilia Romagna sul tema non fa nulla, è evidente che non si conosce minimamente ciò di cui si parla. Ad Aprile 2018 la Fondazione per le vittime dei reati della Regione Emilia-Romagna è l’unica realtà che, recependo una specifica direttiva della UE, fornisce un aiuto immediato e concreto a chi è stato oggetto di violenza o di reati gravi. Nessuna Regione , e neppure lo Stato, hanno una realtà di questo tipo, un soggetto che in 14 anni abbia aiutato concretamente quasi 700 persone impegnando una cifra intorno ai 2,5 Milioni di Euro.>>

Caliandro, poi, ricorda come sulle politiche di sicurezza e di sostegno alle vittime di reati violenti, l’Emilia Romagna non prende lezioni da nessuno.

<< Semmaicontinua Caliandroè vero l’esatto opposto. Mi auguro quindi che Alan Fabbri e gli altri consiglieri della Lega Nord vogliano portare all’attenzione del Ministro dell’Interno Salvini l’esperienza dell’Emilia Romagna. Magari, impegnandosi un minimo, potrebbero imparare qualcosa e forse mettere in campo qualcosa di reale oltre alle solite chiacchiere per aiutare chi soffre.>>

Il Presidente del gruppo Pd in Regione Emilia Romagna, infine, si augura che l’inciampo politico e comunicativo nel quale è incorso il Gruppo della Lega Nord con questa bizzarra proposta di Legge non nasconda la solita politica dei due forni che attuano i seguaci di Salvini: << in Regione i leghisti fanno fuoco e fiamme e promettono battaglia su tutto, poi una volta che vanno a Roma si scoprono pecorelle davanti al leggendario “Capitano” Salvini.>>

Dichiarazione Stampa di Stefano Caliandro Presidente Gruppo PD presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Bene incontro Bonaccini-Toninelli al di là della solita cortina di fumo dei 5 Stelle. Attendiamo a breve un nuovo incontro

 

<< Sono piacevolmente soddisfatto dal clima scaturito dall’incontro odierno tra il Presidente Bonaccini ed il Ministro Toninelli, segno che le sterili dichiarazioni di questi ultimi giorni (e che per certi versi continuano tutt’ora) rappresentavano e rappresentano solo una cortina di fumo per una critica di maniera e non certo di sostanza ad un’opera di cruciale importanza per il territorio regionale e per tutto il Paese. Trovo più che ragionevoli le richieste fatte dal Ministro Toninelli per avere da Autostrade per l’Italia ulteriore materiale tecnico per affrontare in maniera ancora più puntuale la discussione che, obbligatoriamente, dovrà riprendere entro breve. Di particolare buonsenso, infine, la presa d’atto da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di quanto sia precaria la situazione del nodo bolognese e di come sia ormai ineludibile un intervento strategico e definitivo.>>

Caliandro: Giustissima la decisione della Regione Emilia Romagna di adire alla Corte Costizionale contro il truffaldino taglio degli stanziamenti per il “Bando periferie”.

Bologna, 17 ottobre 2018 <<Una decisione giusta, anzi doverosa. La scelta del Presidente Stefano Bonaccini di adire alla Corte Costituzionale contro lo scippo di fondi già stanziati – parliamo solo per i nostri territori di quasi 120 Milioni di Euro – per la riqualificazione delle nostre periferie, testimonia una volta di più del costante dialogo tra Regione e i Sindaci del territorio. I Sindaci, infatti, non hanno titolo per promuovere un’azione contro il Governo, ma lo possono fare le Regioni. E l’Emilia Romagna lo farà. Spero che i colleghi delle minoranze che rappresentano il tanto decantato “Governo del Cambiamento” abbiano un motivo in più per vergognarsi del proprio ruolo: in Regione giocano sulla pelle dei propri concittadini e si preoccupano di apparire irreprensibili e integerrimi. Una volta spenti i riflettori dei media, però, si guardano bene dal dare seguito a qualunque proposito di sana amministrazione o semplicemente di coerenza e preferiscono accodarsi alle scelte romane dei propri padri/padroni. Quelli che non si fanno scrupoli di scippare in una notte stanziamenti già deliberati e che sarebbero stati destinati ai territori più svantaggiati delle nostre città.>>