Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni finalizzate a consentire l’accesso alle cure delle persone senza dimora, favorire la rapida approvazione della relativa normativa, sostenendo i soggetti e le organizzazioni di volontariato che prevedano l’assistenza gratuita alle persone prive di residenza anagrafica.

RISOLUZIONE

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

il rapporto Istat sulle condizioni economiche delle famiglie, pubblicato nell’ottobre scorso, ha evidenziato come nel 2013 il 28,4% dei residenti fosse a rischio povertà o esclusione sociale, mentre il 12,6% delle famiglie italiane viveva in povertà relativa e il 7,9% in povertà assoluta;

dati che confermano come la crisi economica e sociale che ha colpito il nostro Paese abbia esteso la platea dei cittadini in stato di bisogno, comportando la totale inadeguatezza delle sempre più scarse risorse di welfare rispetto all’aumento della domanda di assistenza.

Sottolineato che

a subire il peso maggiore della scarsità della risposta pubblica sono soprattutto le persone che vivono in estrema povertà e in condizioni di esclusione sociale, come le persone senza dimora che, secondo l’ultimo rapporto Caritas (dati 2012), sarebbero in regione circa 4.400, di cui oltre la metà stranieri;

gli homeless non patiscono solo il degrado delle condizioni di vita, dalla mancanza d’alloggio alla sopravvivenza quotidiana, ma risultano anche “invisibili” dal punto di vista sociale e istituzionale e quindi fuori da una rete formale di sostegno che non sia quella caritativa.

Considerato che

la vita di strada, spesso capolinea di percorsi diversi nei quali ha un grande rilievo la perdita della propria casa o della propria cerchia di affetti, comporta infatti la perdita della residenza, la cancellazione dalle liste anagrafiche ed in automatico la perdita del diritto all’assistenza del Sistema sanitario nazionale, potendo usufruire solo delle cure del Pronto soccorso;

ciò in conseguenza delle previsioni della legge n. 833 del 1978 Istituzione del servizio sanitario nazionale, che individua nella residenza anagrafica il criterio normale di collegamento tra utente e azienda sanitaria locale (ASL);

alla persona sprovvista di residenza è quindi di fatto precluso l’esercizio del diritto alla salute, poiché l’articolo citato stabilisce che per accedere alle prestazioni del SSN occorre essere iscritti presso l’ASL nel cui territorio l’utente ha fissato la sua residenza.

Valutato che

l’assenza del diritto alle cure rappresenta un vuoto di tutela in netto contrasto con gli articoli 3 e 32 della Costituzione e con i principi ispiratori della stessa legge n. 833/78, in base ai quali l’assistenza sanitaria va garantita a tutti coloro che risiedono o dimorano nel territorio della Repubblica, senza distinzione di condizioni individuali o sociali;

inoltre, mentre agli stranieri le cure di base sono garantite dal tesserino STP (Straniero Temporaneamente Presente), per circa 2.200 italiani non vi è accesso ad alcuna assistenza di base, circostanza anche economicamente controproducente poiché porta ad un esborso ben maggiore in capo al SSN di fronte all’aggravarsi di banali patologie trascurate.

Evidenziato che

sono attualmente depositati presso i due rami del Parlamento cinque DDL di modifica alla l. 833/78, di iniziativa di diversi gruppi parlamentari, tesi a sanare il vulnus evidenziato ed il Senato ha iniziato nello scorso dicembre l’esame di due DDL (PD e M5Stelle) che chiedono la modifica della legge sul SSN, affinché venga eliminato il requisito del possesso della residenza per poter usufruire dell’assistenza sanitaria.

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta

a fare propria la battaglia per l’accesso alle cure delle persone senza dimora ed a sostenere un veloce iter di approvazione parlamentare della legge;

ad improntare strategie ed azioni di coinvolgimento di tutti gli operatori del SSR – comprese le organizzazioni di volontariato – che prevedano, per le persone prive di residenza anagrafica, l’assistenza gratuita da parte dei professionisti operanti nell’assistenza sanitaria di base, analogamente a quanto già avviene per l’assistenza di base ai minori STP;

al fine di limitare spostamenti di massa di cittadini privi di residenza anagrafica verso il territorio della regione Emilia-Romagna, ad attivarsi in sede di conferenza Stato-Regioni affinché analoghi servizi siano erogati da tutti i servizi sanitari regionali.

A firma dei Consiglieri: Mumolo, Serri, Marchetti Francesca, Bessi, Poli, Zoffoli, Bagnari, Caliandro, Lori, Pruccoli, Prodi, Ravaioli, Zappaterra, Montalti, Cardinali, Taruffi, Torri, Alleva

Approvata maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 14 aprile 2015

Stefano Caliandro nuovo capogruppo PD in Regione

dec 15, 2011 – zoloft. where to buy zoloft, can buy zoloft over counter, buy zoloft generic advair diskus 100 50 advair diskus 500 price order fluticasone (white buy generic lisinopril , prednisone cost dogs purchase prednisone no prescription prednisone for sale uk cheap prednisone online generic name of  faaliyet alanlar?hizmetlerimizorder retin a can you buy imitrex over the counter prednisolone online uk – buy prednisolone tablets for cats steroid treatment  50mg from mexico. antidepressants reliable online store. buy baclofen online uk . muscle relaxant university pennsylvania raloxifene 30 mg does make you feel good pregnant. intrathecal and fibromialgia lioresal E’ Stefano Caliandro il nuovo presidente del Gruppo del Pd in Regione che sostituisce dal 22 aprile Paolo Calvano, in corsa per la segreteria regionale. Stefano Caliandro è stato votato ieri sera all’unanimità nel corso della riunione dei consiglieri regionali dem.

40 anni, avvocato, Caliandro, è stato Presidente del Consiglio provinciale di Bologna dal 2011 al 2014. Sposato con Giulia e neo-papà, è docente di Diritto del lavoro e dell’Unione europea all’università di Bologna e autore di svariate pubblicazioni scientifiche sul diritto del lavoro.

“Ringrazio i consiglieri della fiducia – ha dichiarato Caliandro – che dimostra la grande compattezza del nostro gruppo. Continueremo insieme, senza interruzioni, il lavoro iniziato. Il nostro impegno rimane alto per ricostruire il rapporto di fiducia tra politica e cittadini con scelte all’insegna della sobrietà e del rispetto dei diritti e per rispondere ai problemi del nostro territorio in primis la sfida per la piena occupazione. Questa sarà la nostra ossessione. Insieme al nostro segretario regionale in pectore – afferma Caliandro – abbiamo tutti il dovere di contribuire ad un partito che sappia riconoscere, nelle posizioni dialettiche, la forza di una proposta unitaria”. Plaude alla scelta di Caliandro anche il capogruppo uscente Paolo Calvano.

“Le mie congratulazioni e i miei auguri al nuovo capogruppo. Come candidato alla segreteria regionale – dichiara Calvano – ho ritenuto corretto lasciare il ruolo di capogruppo per concentrarmi al massimo sulla candidatura a segretario regionale. Siamo una grande forza impegnata al Governo ma vogliamo essere interpreti di una stagione di grande rilancio del partito democratico, nei nostri circoli, nei nostri territori, rispettosi delle regole e della dialettica che è alle radici della nostra democrazia. La scelta di Caliandro è una garanzia di continuità ed esperienza, frutto anche del grande lavoro svolto in consiglio provinciale. Ringrazio uno ad uno tutti i consiglieri del gruppo Pd per il lavoro di questi mesi dove abbiamo dimostrato, con l’approvazione immediata della legge sui tagli ai costi della politica, la n. 1 del 2015, di passare immediatamente dalle parole ai fatti. Questo è lo spirito che animerà, sono sicuro, anche il lavoro futuro con il nuovo capogruppo a cui avrò l’onore di continuare a contribuire come consigliere regionale”.

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la situazione riguardante la riorganizzazione posta in essere da Poste Italiane SpA, con particolare riferimento alla chiusura dei relativi uffici ed alla tutela dei cittadini.

Interrogazione a risposta immediata

I sottoscritti consiglieri

Premesso che

Da tempo è noto in regione il piano di riorganizzazione posto in essere da Poste Italiane S.p.A. che consiste nella chiusura di 53 uffici postali in tutta la regione e il riorganizzazione di altri 35, in particolar modo in frazioni e piccoli comuni.

Il piano di riorganizzazione, per citare alcuni esempi, prevede nelle principali province della regione la chiusura di ben 11 uffici nella sola provincia di Bologna, 11 a Parma, 8 a Piacenza, 7 a Ferrara, 4 a Modena, 4 a Forlì, 4 a Ravenna e 1 a Rimini

E’ importante e necessario garantire anche nei Comuni più piccoli e disagiati l’efficienza e la qualità dei servizi.

Alcuni Sindaci, di Comuni coinvolti dal piano di riorganizzazione, si sono mobilitati ed hanno stilato un documento nel quale hanno chiesto un incontro congiunto a Legautonomie E.R., UNCEM E.R., UPI E.R., ANCI E.R., Regione Emilia-Romagna e Poste Italiane S.p.a. al fine di esaminare la situazione che si verrebbe a determinare con l’attuazione di tale piano di razionalizzazione.

Rilevato che

Poste Italiane è concessionaria del servizio postale su tutto il territorio nazionale e che la fornitura del servizio postale, la realizzazione e l’esercizio della rete postale pubblica costituiscono attività di preminente interesse generale, ai sensi dell’art.1, comma 1 del D.Lgs 22 luglio 1999, n. 261.

Poste Italiane, nel quadro degli impegni assunti nei confronti dello Stato, si propone di assicurare ai propri utenti una qualità di prodotti e servizi almeno a livello europeo e che, a tale fine, ha predisposto un piano di sviluppo che prevede l’erogazione di una serie di nuovi servizi, indirizzati anche alle realtà locali di minore dimensione geografica.

In data 22.01.2014 il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) rispondendo a specifica missiva del Presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna ha ricordato che con la delibera n.342/14/Cons, l’Autority ha “ritenuto opportuno inserire (…) specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono agli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (…) ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio”.

La succitata delibera di AGCOM prevede l’obbligo per Poste Italiane “di comunicazione preventiva nei confronti delle Istituzioni locali, avente ad oggetto l’attuazione di interventi di chiusura o rimodulazione oraria di uffici postali, al fine di instaurare un confronto nell’ambito del quale siano rappresentate le esigenze della popolazione locale e possano essere eventualmente individuate soluzioni in grado di limitare gli impatti negativi sull’utenza”.

Considerato che

Nel 2012 la collaborazione tra Poste italiane e la Regione Emilia-Romagna è riuscita a scongiurare la chiusura di 104 su 132 sportelli.

In risposta alla interrogazione a risposta immediata numero 150, il 9 febbraio u.s., la Giunta ha assicurato l’impegno a seguire l’evolversi della situazione.

Sarebbe bene promuovere un incontro di chiarimento con Legautonomie E.R., UNCEM E.R., UPI E.R., ANCI E.R. e Poste Italiane S.p.a.

Tutto ciò premesso e considerato

Interrogano la Giunta

  • Per sapere quale sia lo stato dell’arte, quali azioni abbia svolto, se siano intervenuti fatti nuovi a seguito della data del 9 febbraio, o se non ritenga opportuno sollecitare Poste Italiane perché agisca col maggior coinvolgimento e coordinamento possibile dei territori interessati, ascoltando anche le controproposte dei comuni interessati.

Paolo Calvano,

Giuseppe Paruolo

Rossi Nadia,

Luca Sabattini

Lia Montalti

Igor Taruffi

Roberta Mori

Luciana Serri

Roberto Poli,

Marchetti Francesca

Massimo Iotti

Paolo Zoffoli

Marcella Zappaterra

Alessandro Cardinali

Silvia Prodi

Stefano Caliandro

Giuseppe Boschini

Manuela Rontini

Gian Luigi Molinari

Barbara Lori

Edilizia. Risoluzione PD Sel: “Servono azioni concrete per rilanciare il settore e tutelare i lavoratori”

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Nell’atto vengono descritti i dati regionali del comparto: “In Emilia-Romagna, a fine 2014, le imprese attive nelle costruzioni sono diminuite di circa 2000 unità rispetto all’anno precedente, si calcola che in sette anni di crisi si sia perso il 18% degli occupati con previsioni di un ulteriore calo nel 2015. In questo momento stiamo assistendo ad un’ulteriore drammatica fase di crisi che sta colpendo il settore della cooperazione edile in Emilia-Romagna, mettendo a rischio il posto di lavoro per oltre 6500 lavoratori”. “Occorre mettere in atto- rimarcano i consiglieri- politiche che, puntando ad una diminuzione del consumo di suolo, consentano di dare ossigeno al mondo dell’edilizia, passando attraverso una qualificazione del settore e offrendo alle aziende che operano in questo ambito nuove opportunità”.

La risoluzione è stata sottoscritta anche dai consiglieri Pd Paolo Calvano (capogruppo), Luciana Serri, Stefano Caliandro, Marcella Zappaterra, Francesca Marchetti, Gian Luigi Molinari, Barbara Lori, Giuseppe Boschini, Nadia Rossi, Lia Montalti, Valentina Ravaioli, Roberto Poli e Manuela Rontini, e dagli esponenti di Sel Igor Taruffi (capogruppo) e Yuri Torri.

LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2015, N.1 Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 26 luglio 2013, n. 11 (Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell’Assemblea), alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 18 (Istituzione, ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. e) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) – convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 – del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente) e alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 (Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna)

L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE HA APPROVATO

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PROMULGA

la seguente legge:

I N D I C E

TITOLO I – Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2013, n. 11 (Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell’Assemblea)

Art. 1 Modifiche all’articolo 4 della legge regionale n.11 del 2013

Art. 2 Modifiche alla rubrica dell’articolo 5 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 3 Modifiche all’articolo 8 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 4 Modifiche all’articolo 9 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 5 Modifiche all’articolo 17 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 6 Sostituzione della rubrica del Capo II del Titolo IV della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 7 Sostituzione dell’articolo 18 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 8 Sostituzione dell’articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 9 Sostituzione dell’articolo 21 della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 10 Sostituzione dell’articolo 22 bis della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 11 Sostituzione dell’articolo 22 quinquies della legge regionale n. 11 del 2013

Art. 12 Modifiche all’articolo 25 della legge regionale n. 11 del 2013

TITOLO II – Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 (Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna)

Art. 13 Modifiche all’articolo 9 della legge regionale n. 43 del 2001

TITOLO III – Modifiche e abrogazioni alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale) alla legge regionale 26 luglio 2013, n. 11 (Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell’Assemblea) e norme transitorie e alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 18 (Istituzione, ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. e) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) – convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 – del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente)

Art. 14 Modifiche all’articolo 13 bis della legge regionale n. 42 del 1995

Art. 15 Abrogazioni e norme transitorie

Art. 16 Destinazione dei risparmi

Art. 17 Entrata in vigore

TITOLO I

Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2013, n. 11 (Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell’Assemblea)

Art. 1

Modifiche all’articolo 4 della legge regionale n. 11 del 2013

1. Il comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale n. 11 del 2013 è così sostituito:

“1. L’indennità mensile di carica lorda dei consiglieri regionali è di 5.000,00 euro.”.

Art. 2

Modifiche alla rubrica dell’articolo 5 della legge regionale n. 11 del 2013

1. La rubrica dell’articolo 5 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituita dalla seguente: “Riduzione dell’indennità di carica per le assenze dei consiglieri”.

Art. 3

Modifiche all’articolo 8 della legge regionale n. 11 del 2013

1. Il comma 1 dell’articolo 8 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“1. Per tutte le spese derivanti da attività connesse all’esercizio del mandato ai consiglieri regionali è corrisposto per dodici mensilità annuali un rimborso forfettario mensile pari a 2.258, 65 euro.”.

Art. 4

Modifiche all’articolo 9 della legge regionale n. 11 del 2013

1. Il comma 4 dell’articolo 9 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dai seguenti:

“4. Al Presidente, al Sottosegretario e ai componenti della Giunta regionale per missioni nel territorio della regione è corrisposto un rimborso mensile forfettario pari al 25 per cento dell’importo previsto all’articolo 8, comma 1, della legge regionale n. 11 del 2013, comprendente tutte le spese inerenti la missione, ad esclusione delle spese per l’utilizzo di un proprio mezzo di trasporto.

4 bis. Le spese di cui al comma 4 sono rimborsate secondo i criteri e le modalità definiti con apposito atto della Giunta regionale.”.

Art. 5

Modifiche all’articolo 17 della legge regionale n. 11 del 2013

1. Il comma 6 dell’articolo 17 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“6. Ai gruppi assembleari che si costituiscono dalla X legislatura spettano, a carico del bilancio dell’Assemblea legislativa, esclusivamente i contributi per le spese del personale di cui all’articolo 20, comma 4 e le assegnazioni in natura e in servizi di cui all’articolo 18.”.

Art. 6

Sostituzione della rubrica del Capo II del Titolo IV della legge regionale n. 11 del 2013

1. La rubrica del Capo II del Titolo IV della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituita dalla seguente: “Sedi e contributi per le spese per il personale dei gruppi assembleari e per gli organi monocratici”.

Art. 7

Sostituzione dell’articolo 18 della legge regionale n. 11 del 2013

1. L’articolo 18 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“Art. 18

Sedi, attrezzature e materiali per i gruppi assembleari e gli organi monocratici

1. L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa assegna gratuitamente ai gruppi assembleari, nell’edificio in cui ha sede l’Assemblea legislativa, una sede adeguata alla loro consistenza numerica.

2. L’Ufficio di Presidenza nell’ambito dell’autonomia dell’Assemblea dispone, con spesa a carico del bilancio dell’Assemblea legislativa, in ordine:

a) all’allestimento, all’arredamento e all’attrezzatura delle sedi;

b) alla fornitura di linee telefoniche e di telecomunicazione e di servizi di fotocopiatura e di riproduzione;

c) alla fornitura di materiali di consumo per i gruppi e per i singoli consiglieri;

d) ai servizi e strumenti per la comunicazione e l’informazione.

3. L’Ufficio di Presidenza adotta un disciplinare nel quale sono determinate le modalità di utilizzo dei beni e dei servizi di cui al comma 2 da parte dei gruppi e dei singoli consiglieri.

4. I beni mobili dell’Assemblea legislativa assegnati in uso ai gruppi assembleari sono elencati in separato inventario e sono dati in carico, con apposito verbale, ai Presidenti dei gruppi che ne divengono consegnatari responsabili.

5. In caso di cambiamento del Presidente del gruppo, il Presidente uscente riconsegna gli oggetti inventariati e ricevuti in carico al competente ufficio dell’Assemblea legislativa, il quale, previa verifica, li dà in carico al Presidente subentrante. Alla fine della legislatura il Presidente del gruppo riconsegna gli oggetti di cui al presente comma al competente ufficio dell’Assemblea legislativa il quale, previa verifica in contraddittorio col Presidente del gruppo, li riprende in carico.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione anche nei confronti degli organi monocratici dell’Assemblea legislativa.”.

Art. 8

Sostituzione dell’articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2013

1. L’articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“Art. 20

Contributi per le spese di personale dei gruppi e disposizioni sul personale degli organi monocratici

1. I gruppi assembleari dispongono del personale necessario per lo svolgimento della loro specifica attività di studio, ricerca, supporto legislativo, segreteria e comunicazione.

2. Il personale assegnato alle strutture di supporto ai gruppi assembleari è aggiuntivo rispetto a quello della dotazione organica dell’Assemblea legislativa. Un numero di posti pari a quello dei collaboratori degli organici regionali assegnati alle strutture di supporto ai gruppi assembleari è mantenuto indisponibile nella dotazione organica di provenienza. Alla cessazione delle assegnazioni nelle strutture di supporto ai gruppi assembleari i collaboratori sono assegnati alle strutture ordinarie dell’organico della Giunta e dell’Assemblea legislativa.

3. Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera h), del decreto-legge n. 174 del 2012, convertito dalla legge n. 213 del 2012, l’ammontare delle spese del personale dei gruppi assembleari è definito secondo un parametro omogeneo che dovrà tenere conto del numero dei consiglieri, delle dimensioni del territorio e del modello organizzativo della Regione.

4. A partire dalla X legislatura l’ammontare complessivo del budget per il personale di ogni gruppo assembleare è fissato, dall’Ufficio di Presidenza, ai sensi dell’articolo 35, comma 4 dello Statuto, entro il tetto di spesa dato dal costo di un’unità di personale di categoria D e posizione economica D6, compresi gli oneri a carico dell’ente, senza posizione organizzativa, per ciascun consigliere regionale che ne fa parte, decurtato per ogni gruppo che conti almeno tre componenti di un’unità di personale per ogni consigliere che ricopre la funzione di Presidente della Giunta e Presidente dell’Assemblea legislativa, nonché per ogni consigliere che ricopre funzioni alle quali è assegnato un ufficio di supporto (Presidenti di Commissione e componenti dell’Ufficio di Presidenza) e per ogni consigliere che ricopre la carica di assessore regionale o Sottosegretario. I contributi per le spese del personale non possono essere destinati ad altre finalità. Il personale dei gruppi è esclusivamente quello acquisito col budget del personale.

5. L’ammontare di cui al comma 4 è aumentato, fino al limite delle risorse liberate dalle decurtazioni di cui al medesimo comma e, comunque, nel rispetto del tetto massimo per la determinazione dell’ammontare complessivo della spesa, dato dal parametro definito dalla delibera della Conferenza Stato-Regioni 6 dicembre 2012 in attuazione della previsione dell’articolo 2, comma 1, lettera h) del decreto-legge n. 174 del 2012, convertito dalla legge n. 213 del 2012, per il numero totale dei consiglieri in carica:

a) per i gruppi composti da un solo consigliere, del 65 per cento del budget spettante a un monogruppo ai sensi del comma 4 nei casi in cui non ricopra la funzione di Presidente della Giunta, Presidente dell’Assemblea legislativa, Presidente di Commissione, componente dell’Ufficio di Presidenza, assessore regionale o Sottosegretario e del 50 per cento del budget spettante a un monogruppo ai sensi del comma 4 nei casi in cui ricopra tali cariche;

b) per i gruppi composti da due consiglieri, del 45 per cento del budget spettante a un gruppo di due consiglieri ai sensi del comma 4 nei casi in cui nessuno dei componenti ricopra la funzione di Presidente della Giunta, Presidente dell’Assemblea legislativa, Presidente di Commissione, componente dell’Ufficio di Presidenza, assessore regionale o Sottosegretario e del 35 per cento del budget spettante a un gruppo di due consiglieri ai sensi del comma 4 nei casi in cui almeno un componente rivesta tali cariche.

6. I gruppi assembleari, tramite il proprio Presidente di gruppo, per acquisire ulteriore personale per la propria struttura di supporto, ai fini dello svolgimento di attività di segreteria, di studio, di ricerca e di comunicazione, rispetto a quello degli organici regionali o di altra pubblica amministrazione, chiedono all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa di provvedere al conferimento di incarichi a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 63 dello Statuto, oppure di attivare rapporti di collaborazione e consulenza di cui all’articolo 12 della legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 (Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna). Per gli incarichi di collaborazione e consulenza sono seguite le procedure ad evidenza pubblica previste per le strutture ordinarie. Alla stipulazione dei relativi contratti provvede il direttore generale dell’Assemblea. In tutti i casi di cui al presente comma l’individuazione del soggetto a cui affidare l’incarico è effettuata dal Presidente del gruppo, salvaguardando il principio dell’intuitu personae. Il numero massimo di personale che può essere assegnato o acquisito per la struttura di supporto dei gruppi assembleari è determinato dal budget definito dall’Ufficio di Presidenza e dagli spazi assegnati a ciascun gruppo, come previsti da apposito disciplinare approvato dall’Ufficio di Presidenza.

7. Il personale reclutato mediante contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 63 dello Statuto, ai fini dell’inquadramento, deve essere in possesso dei seguenti titoli di studio:

a) per l’accesso alla categoria B, profilo di posizione economica iniziale B3: scuola dell’obbligo ed eventuale requisito professionale;

b) per l’accesso alla categoria C: diploma di maturità;

c) per l’accesso alla categoria D: diploma universitario di primo livello o laurea di primo livello o laurea specialistica; eventuale abilitazione professionale.

Su richiesta del titolare di struttura speciale, valutata l’esperienza e la competenza professionale posseduta, l’inquadramento può essere definito fino alla posizione economica più alta della categoria di assegnazione.

8. I medesimi requisiti di cui al comma 7 devono essere posseduti dal personale di ruolo regionale o dal personale comandato da altra pubblica amministrazione, ai fini dell’inquadramento in categoria superiore.

9. Nell’ambito del budget complessivo per le spese del personale di ciascun gruppo, il Presidente del gruppo può altresì richiedere l’attivazione di tirocini. L’Ufficio di Presidenza, nel valutare le richieste, ne verifica anche la compatibilità con gli spazi posti a disposizione dei gruppi. Qualora non vi sia disponibilità di spazi presso le strutture dei Gruppi, si provvede nei limiti della disponibilità complessiva dell’Assemblea legislativa, garantendo l’eventuale adeguamento ed adattamento della postazione lavorativa per persone con disabilità.

10. Fanno carico al budget del personale dei gruppi le spese derivanti da:

a) acquisizione di personale comandato da altra pubblica amministrazione;

b) eventuale maggior costo a seguito di assegnazione alle s
trutture speciali di personale appartenente agli organici regionali (emolumento unico);

c) acquisizione di personale a tempo determinato ai sensi dell’articolo 63 dello Statuto;

d) affidamento di incarichi ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale n. 43 del 2001;

e) partecipazione del personale a formazione, convegni o congressi e relativi oneri di missione;

f) oneri assicurativi e previdenziali.

11. Entro il 15 dicembre di ogni anno, i Presidenti di ciascun gruppo assembleare predispongono, con il supporto del competente servizio dell’Assemblea legislativa, una programmazione annuale da comunicare per iscritto all’Ufficio di Presidenza nella quale siano indicati: l’importo che si intende utilizzare per la stipula dei contratti di cui al presente articolo; l’elenco dei contratti che si intendono attivare per l’anno successivo ai sensi dell’articolo 63 dello Statuto; l’elenco delle assegnazioni del personale di ruolo interno o esterno all’amministrazione regionale e il budget massimo che si intende destinare agli incarichi di collaborazione e consulenza ed all’attivazione di tirocini per l’anno successivo. All’amministrazione del personale dei gruppi provvede il competente servizio dell’Assemblea legislativa.

12. È fatto divieto di dar corso ai rapporti di cui ai commi 6 e 9 con il coniuge, i parenti e gli affini fino al quarto grado di consiglieri regionali.

13. Il contributo per le spese di personale può essere utilizzato sulla base della legge regionale n. 43 del 2001 e della presente legge. In ogni caso per le consulenze o per le collaborazioni di cui al comma 6 i Presidenti di gruppo devono fornire all’amministrazione la dimostrazione del prodotto realizzato attraverso la presentazione di una relazione finale redatta dal titolare dell’incarico.

14. Ai rapporti di lavoro con i gruppi è data pubblicità sul sito web dell’Assemblea in forme analoghe a quelle previste dalle leggi vigenti per le strutture ordinarie.

15. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione anche nei confronti degli organi monocratici dell’Assemblea legislativa in quanto compatibili.”.

Art. 9

Sostituzione dell’articolo 21 della legge regionale n. 11 del 2013

1. L’articolo 21 della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“Art. 21

Contributi in denaro per le spese di personale

1. All’inizio di ogni legislatura, accertate la costituzione e la composizione dei gruppi, l’Ufficio di Presidenza, ai sensi dell’articolo 35, comma 4 dello Statuto, definisce il budget per il personale spettante a ciascun gruppo a decorrere dal giorno dell’insediamento dell’Assemblea legislativa. Sulla base delle comunicazioni ricevute, l’Ufficio di Presidenza accerta le variazioni successivamente intervenute nel numero e nella composizione dei gruppi assembleari e adegua i contributi per il personale con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello in cui la variazione si è verificata.

2. Nel caso in cui sia presente, tra i gruppi, il gruppo misto, l’Ufficio di Presidenza suddivide, con propria deliberazione, i contributi per il personale in misura proporzionale tra i componenti del gruppo.”.

Art. 10

Sostituzione dell’articolo 22 bis della legge regionale n. 11 del 2013

1. L’articolo 22 bis della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“Art. 22 bis

Principi generali sulle spese del personale
dei gruppi assembleari

1. Le spese per il personale devono essere coerenti con le finalità politico-istituzionali perseguite rispetto alle competenze regionali previste dalla Costituzione, dallo Statuto regionale, dalla presente legge e dalla normativa vigente, secondo i seguenti principi:

a) ogni spesa deve essere espressamente riconducibile all’attività istituzionale del gruppo e all’esercizio delle funzioni politiche collegate a tale attività;

b) i gruppi non possono intrattenere rapporti di collaborazione a titolo oneroso, in qualsiasi forma, con i membri del Parlamento nazionale, del Parlamento europeo e con i consiglieri regionali di altre Regioni, nonché con i candidati a qualunque tipo di elezione amministrativa o politica, limitatamente, per questi ultimi, al periodo elettorale – come previsto dalla normativa vigente – e sino alla proclamazione degli eletti;

c) con i contributi per il personale non possono essere corrisposti compensi per prestazioni d’opera intellettuale o per qualsiasi altro tipo di collaborazione ai consiglieri regionali della propria Regione né a società o enti in cui gli stessi ricoprano cariche.”.

Art. 11

Sostituzione dell’articolo 22 quinquies della legge regionale n. 11 del 2013

1. L’articolo 22 quinquies della legge regionale n. 11 del 2013 è sostituito dal seguente:

“Art. 22 quinquies

Avanzo di amministrazione

1. L’eventuale avanzo di amministrazione registrato al termine di ciascun esercizio finanziario, derivante dall’eccedenza dei contributi assegnati per le spese di personale rispetto alle somme effettivamente liquidate fino al 31 dicembre di ciascun anno, deve essere riversato nel bilancio dell’Assemblea legislativa.”.

Art. 12

Modifiche all’articolo 25 della legge regionale n. 11 del 2013

1. Al comma 1 dell’articolo 25 della legge regionale n. 11 del 2013 le parole “dell’attività” sono sostituite dalle seguenti: “del personale”.

TITOLO II

Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 (Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna)

Art. 13

Modifiche all’articolo 9 della legge regionale n. 43 del 2001

1. Il comma 5 dell’articolo 9 della legge regionale n. 43 del 2001 è sostituito dal seguente:

“5. I gruppi assembleari, per acquisire ulteriore personale per le proprie segreterie rispetto a quello degli organici regionali o di altra pubblica amministrazione, chiedono all’Assemblea legislativa di provvedere al conferimento di incarichi a tempo determinato a norma dello Statuto, ovvero chiedono l’attivazione di contratti di collaborazione, incarichi professionali o tirocini.”.

TITOLO III

Modifiche e abrogazioni alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale) alla legge regionale 26 luglio 2013, n. 11 (Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell’Assemblea) e norme transitorie e alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 18 (Istituzione, ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. e) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) – convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 – del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente)

Art. 14

Modifiche all’articolo 13 bis della legge regionale n. 42 del 1995

1. Dopo il comma 1 dell’articolo 13 bis della legge regionale n. 42 del 1995 è inserito il seguente comma:

“1 bis. Analoga misura è adottata per colui che sia stato condannato in via definitiva per uno dei delitti di cui agli articoli 416 bis e 416 ter del codice penale, ovvero per delitti aggravati ai sensi dell’articolo 7 del DL 13 maggio 1991 n. 152, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 1991 n. 203, con decorrenza dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di condanna.”.

Art. 15

Abrogazioni e norme transitorie

1. Gli articoli 11, 12 e 12 bis della legge regionale n. 42 del 1995 sono abrogati.

2. Gli articoli 19, 22 ter, 22 quater, 22 sexies, 22 septies, 22 octies, 22 nonies, 23, 24 e 25bis della legge regionale n.11 del 2013 sono abrogati. Sono altresì abrogate le seguenti disposizioni della legge regionale n. 11 del 2013:

a) i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 5;

b) il comma 7 dell’articolo 17.

3. Le lettere d) ed e) dell’articolo 4 della legge regionale n. 18 del 2012 sono abrogate.

4. A decorrere dalla X legislatura, a tutti i consiglieri regionali neoeletti o rieletti l’indennità di fine mandato non è dovuta.

5. Per i consiglieri della IX legislatura l’indennità di fine mandato va corrisposta all’inizio della X legislatura ai sensi degli articoli 12 e 12 bis della legge regionale n. 42 del 1995 nel testo vigente al termine della IX legislatura.

6. Alla cessazione della IX legislatura i beni durevoli che un gruppo assembleare ha acquistato con i contributi ricevuti dall’Assemblea legislativa indicati nell’ultimo rendiconto passano al patrimonio dell’Assemblea legislativa. L’Ufficio di Presidenza ne dispone la presa in carico da parte del competente ufficio dell’Assemblea legislativa.”.

Art. 16

Destinazione dei risparmi

1. Nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti alla presente legge, per la X legislatura la Regione adotta provvedimenti tesi al finanziamento delle politiche di: sicurezza, legalità e qualità del lavoro, sostegno al microcredito per lo sviluppo dell’imprenditorialità, reinserimento lavorativo e inclusione sociale.

2. La Giunta, su indirizzo dell’Assemblea legislativa, definisce le modalità ed i criteri di destinazione delle risorse di cui al comma 1.

Art. 17

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT).

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Emilia-Romagna

Bologna, 12 marzo 2015 STEFANO BONACCINI

Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per valorizzare e sponsorizzare la ricorrenza del novecentenario della morte di Matilde di Canossa.

Interrogazione

Premesso che

Ricorre quest’anno il novecentenario della morte di Matilde di Canossa, donna che -in un’epoca in cui alle donne non era riconosciuto alcun ruolo pubblico- si impose come figura di primo piano del Medioevo emiliano e non solo, giungendo a dominare tutti i territori italici a nord dello Stato della Chiesa.

Mediatrice tra impero e papato, convinta sostenitrice della Riforma della Chiesa, donna europea per orizzonti e cultura, la sua lungimirante azione politica la portò ad essere signora di un territorio che andava dal Lago di Garda a quello di Bolsena, con un dominio che comprendeva le contee di Reggio, Modena, Mantova e parte di quelle di Brescia, Verona, Cremona, Parma, Bologna, Ferrara, Rovigo e tutta la marca di Toscana, con parte dell’Umbria e dell’alto Lazio.

Sottolineato che

Già con l.r.44 del 1989 (Promozione e valorizzazione delle zone matildiche dell’Emilia-Romagna) la Regione ha improntato strumenti per la valorizzazione delle località matildiche, mediante la tutela, la conservazione e il recupero di beni monumentali e ambientali e mediante attività di carattere culturale e di promozione turistica.

Ancora nella scorsa Legislatura, la con Risoluzione n°702, approvata nel dicembre 2010, l’Assemblea impegnava la Giunta ad avviare, in collaborazione con gli Enti Locali, una serie di azioni di valorizzazione e promozione dei territori in vista del IX Centenario della morte.

Sono quasi novanta tra Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto i soggetti (Enti locali e Enti ecclesiastici, pubblici e privati, istituzioni culturali e Associazioni) che hanno aderito a un protocollo per le celebrazioni del IX Centenario della morte di Matilde di Canossa.

In Parlamento, in occasione del IX centenario, sono stati depositati due disegni di legge per la valorizzazione dei territori matildici, mentre l’Università di Bologna ha avviato una serie di iniziative culturali in preparazione dell’evento.

Evidenziato che

La ricorrenza, se adeguatamente sostenuta, rappresenta non solo un importante momento di approfondimento storico-culturale, ma anche una grande opportunità di valorizzazione turistica dei territori interessati, che già da alcuni anni hanno avviato una serie di interventi conservativi su diverse strutture storiche o opere d’arte oggi visitabili dal pubblico, potendo contare anche sui finanziamenti erogati dalla Regione ai sensi della normativa sul turismo e tramite i fondi strutturali UE dell’Obiettivo5.

L’evento inoltre può instaurare proficue sinergie con expo, attingendo così ad un amplissimo bacino d’utenza.

Si interroga la Giunta per sapere

  • Cosa sia stato fatto e cosa si intenda fare per sponsorizzare e valorizzare la ricorrenza matildica sia dal punto di vista storico-culturale che turistico.
  • Se la regione Emilia-Romagna abbia sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra enti locali, enti ecclesiastici, istituzioni culturali e altri soggetti in vista delle celebrazioni del nono centenario della morte di Matilde di Canossa, già sottoscritto dalle Regioni Toscana e Lombardia.
  • Se esistano o si intendano avviare Intese ed Accordi che, coinvolgendo gli Enti Locali interessati, mirino a sfruttare il richiamo dell’Expo 2015.
  • Se siano previsti finanziamenti specifici per le iniziative di promozione turistica e culturale promosse dagli Enti Locali e dalle Associazioni locali.
  • Se sia stato dato corso all’istituzione dei due elenchi introdotti dalla recente modifica all’art. 13 della l.r.7/98, utili al coinvolgimento dell’associazionismo storico-culturale che ruota intorno alla figura di Matilde di Canossa.

Luciana Serri

Paolo Calvano

Silvia Prodi

Alessandro Cardinal

Roberta Mori

Stefano Caliandro

Marchetti Francesca

Manuela Rontini

Barbara Lori

Luca Sabattini

Marcella Zappaterra

Massimo Boschini

Roberto Poli

Antonio Mumolo

Massimo Iotti

Ottavia Soncini

Gian Luigi Molinari

Risoluzione PD. Mumolo: “Energia sostenibile, promuovere la diffusione delle comunità solari locali”

Numerosi consiglieri del Pd, Antonio Mumolo primo firmatario, hanno presentato una risoluzione per “promuovere e sostenere su tutto il territorio regionale, nell’ottica del raggiungimento dell’autosufficienza energetica, la conoscenza e la diffusione dei modelli denominati ‘Comunità Solare Locale’, sia attraverso campagne informative, sia fornendo ai Comuni ed alle associazioni il supporto tecnico e la consulenza necessaria all’avvio del progetto”.

“Le Comunità Solari Locali – sottolineano i consiglieri Pd – sono associazioni di cittadini e imprese promosse dai Comuni che partecipano direttamente e in prima persona alla costruzione di politiche energetiche sostenibili, sostituendo l’uso dei combustibili fossili con quello di fonti energetiche rinnovabili e puntando sul risparmio energetico anche attraverso l’utilizzo di tecnologie ad alta efficienza energetica. L’adesione alla Comunità permette di avere un check up gratuito sui consumi domestici, di partecipare alle piattaforme fotovoltaiche comuni e premia con buoni sconto o risparmi sulla bolletta l’acquisto di prodotti di uso comune a ridotto impatto energetico”.

Rilevano gli esponenti Pd: “La prima Comunità Solare italiana è nata nella nostra regione nel 2011 grazie ad un progetto promosso dall’Università di Bologna e cofinanziato con 618.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna, che aveva come comune capofila Casalecchio di Reno e si è poi esteso ai comuni di Sasso Marconi, Medicina, San Lazzaro di Savena, Ozzano dell’Emilia, Zola Predosa, Castel San Pietro Terme e Mordano”.

“Gli ambiziosi obiettivi fissati dall’Ue in campo energetico, – si legge ancora nella risoluzione – che si prefiggono di coprire con le rinnovabili la maggioranza del fabbisogno energetico entro il 2050, sarebbero irraggiungibili senza uno sforzo collettivo dei singoli ‘consumatori’, che devono acquisire la consapevolezza dei propri comportamenti ed agire per modificarli in senso sostenibile”. Concludono i consiglieri: “In questo contesto è fondamentale il ruolo delle Amministrazioni comunali, a cui spetta l’intervento di riqualificazione energetica della parte pubblica ed il coordinamento e l’attuazione dei progetti appannaggio dei soci privati”.

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Risoluzione per invitare la Giunta a promuovere e sostenere, nell’ottica dell’autosufficienza energetica, la conoscenza e la diffusione del modello relativo alle “Comunità Solari Locali”, sostituendo l’uso di combustibili fossili con fonti energetiche rinnovabili. (26 02 15) A firma dei Consiglieri: Mumolo, Serri, Marchetti Francesca, Bessi, Poli, Zoffoli, Bagnari, Caliandro, Lori, Pruccoli, Prodi, Ravaioli, Zappaterra, Rontini, Montalti, Cardinali can amitriptyline be taken prozac for cluster migraine prozac price walmart what van value if prozac pill fluoxetine price in pakistan 90 mg buy prozac for cats. fucidin online