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Ordine del giorno su funzioni e coordinamento delle due Agenzie Regionali (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente, l’energia e Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile) collegato al Progetto di legge della Giunta sul Riordino Istituzionale

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Ordine del giorno n. 3 collegato all’oggetto 751 Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni”.

A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Sabattini, Montalti, Bagnari, Caliandro buy dapoxetine online herbs for treating erectile dysfunction. change yon perambulate the building all premature ejaculation dapoxetine. , Taruffi, Calvano, Boschini, Zoffoli, Ravaioli, Serri, Rontini

ORDINE DEL GIORNO

 

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 

Premesso che

la legge regionale di Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni definisce un innovativo modello organizzativo delle funzioni in materia di ambiente, energia, difesa del suolo e della costa, protezione civile;

in base a questo modello, è riservato all’esercizio diretto delle strutture amministrative della Regione un insieme di funzioni di carattere generale: le attività di indirizzo politico e amministrativo, di programmazione e pianificazione, di sviluppo e coordinamento delle conoscenze dei sistemi territoriali e dei sistemi informativi, di erogazione di finanziamenti, garantendo un efficace coordinamento con le due Agenzie regionali (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia e Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile);

a tali Agenzie è rimesso l’adempimento dei compiti tecnico-operativi, ossia delle funzioni puntuali e gestionali come il rilascio di concessioni e autorizzazioni e lo svolgimento dei controlli.

Posto che

la scelta di tale modello organizzativo consente di perseguire sia obiettivi di uniformità e coerenza nell’esercizio delle funzioni regionali, sia esigenze di adeguatezza operativa rispetto ai territori e agli interessi tutelati, in un’ottica di razionalizzazione generale del sistema organizzativo regionale;

per realizzare questo modello il progetto di legge ha previsto la ridefinizione delle competenze e degli assetti dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) e dell’Agenzia regionale di protezione civile, con l’assegnazione di nuovi compiti finora svolti da altri enti territoriali (in particolare le Province) o da altre strutture regionali (in particolare i Servizi tecnici di bacino), insieme alle corrispondenti risorse umane e strumentali.

Considerato che

la proposta è in linea con le più urgenti ed attuali esigenze della tutela ambientale:

          la forte riduzione delle tipologie di procedimenti autorizzativi ambientali con domande uniche e un unico Ente che autorizza, come da norme nazionali, unificando le fasi stesse di autorizzazione e controllo e di concessione nell’ambito di un positivo sviluppo nell’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (ARPAER);

          questa scelta risponde anche alla parallela esigenza di rendere maggiormente omogenee le suddette procedure autorizzative e gli stessi contenuti degli atti, oggi spesso assai variegati: quindi in prospettiva maggiore equità per i cittadini e per le imprese;

ciò comporta soluzioni di carattere organizzativo che prevedono tra l’altro il distacco funzionale di una parte del personale dei Servizi tecnici di bacino con funzione di gestione del demanio idrico (acqua e suoli) per il rilascio e la gestione delle concessioni, presso l’ARPAER;

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una parte di questo personale svolge oltre che le attività di gestione tecnico amministrativa dei procedimenti di rilascio delle concessioni anche attività di carattere tecnico per svolgere le funzioni di presidio e controllo territoriale sulle aree del demanio e sul reticolo idrografico regionale che è materia di competenza dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile;

è quindi necessario elaborare un disegno organizzativo in grado di consentire di cogliere pienamente le sinergie e le economie di scala della proposta di riordino.

Impegna la Giunta

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a proporre un modello organizzativo che consenta di definire la dotazione ottimale di personale da distaccare alla ARPAER per lo svolgimento dei soli procedimenti amministrativi di gestione delle concessioni del demanio idrico, massimizzando le sinergie con il restante personale assegnato dalle Province e mantenendo il restante personale addetto al presidio e controllo territoriale del demanio idrico presso l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile, anche in relazione alle crescenti esigenze di potenziamento delle attività in materia di prevenzione del dissesto idrogeologico e di riduzione del rischio idraulico;

accompagnare il progetto di riordino istituzionale con un adeguato programma di rafforzamento della capacità di gestione delle concessioni demaniali che preveda il potenziamento dei sistemi informativi in dotazione e la semplificazione dei procedimenti amministrativi anche nell’ambito delle attività finalizzate alla trasparenza;

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favorire l’effettiva interoperabilità e il forte coordinamento delle due Agenzie;

assicurare un percorso partecipato e trasparente con le Organizzazioni sindacali e il personale regionale interessato per la elaborazione delle proposte organizzative e i programmi di sviluppo delle attività.

 

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 28 luglio 2015

Ordine del giorno su “piano interventi di efficientamento energetico” collegato al bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015-2017

Ordine del giorno n. 5 collegato all’oggetto 351 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale 2015-2017.

A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Alleva, Caliandro, Calvano, Iotti, Prodi, Mumolo

ORDINE DEL GIORNO

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

è necessario dare finalmente attuazione alle più recenti Direttive europee per l’efficienza energetica delle costruzioni pubbliche e private, in particolare della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, per la realizzazione di edifici nuovi o ricostruiti a “consumo quasi zero” e la drastica riduzione dei consumi e delle bollette energetiche degli edifici esistenti, anche per il rilancio dell’attività edilizia in coerenza con gli obiettivi della rigenerazione urbana e la riduzione del consumo di suolo agricolo.

L’obiettivo di tenere assieme la riduzione dei consumi di energia e delle emissioni di CO2, dovute all’uso di energia fossile, con il rilancio del lavoro per progettisti, tecnici, impiantisti e lavoratori edili si configura come una “grande opera locale” necessaria e prioritaria, un’occasione resa possibile dalle detrazioni fiscali e dai risparmi sulle bollette a cui la Regione e i Comuni devono rapidamente contribuire con scelte finanziarie, urbanistiche e normative, adeguate e coerenti con gli obiettivi europei.

Ciò anche alla luce della normativa esistente che prevede che entro il 2016 negli edifici pubblici e privati con climatizzazione centralizzata dovranno essere installati in ogni unità immobiliare i divisori per la contabilizzazione dei consumi energetici relativi al fine del pagamento in bolletta dei consumi reali.

Considerato che

la Legge Regionale n. 7/2014 di modifica della L.R. 26/2004 con la quale si è provveduto al recepimento della Dir. 2010/31/UE, prevede (artt. 25 e 25-bis) l’aggiornamento dei requisiti di prestazione energetica per gli edifici di nuova costruzione e per gli edifici esistenti oggetto di intervento edilizio (oggi specificati dalla DAL 156 del 4 marzo 2008 e s.m.i.) mediante Atto di Coordinamento adottato ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale n. 15 del 2013.

Con tale provvedimento si è modificato l’iter procedurale di tale fattispecie di provvedimento (prima approvato con Delibera di Assemblea Legislativa) prevedendo che “Regione ed enti locali in sede di Consiglio delle Autonomie locali definiscono il contenuto di atti di coordinamento tecnico ai fini della loro approvazione da parte della Giunta regionale”.

Con il nuovo Atto di Coordinamento vengono disciplinate anche le caratteristiche degli edifici di nuova costruzione per essere considerati “ad energia quasi zero”, caratteristiche che non possono che essere omogenee a livello nazionale: in proposito, la citata LR 26/2004 già prevede che gli edifici di nuova costruzione possiedano tali caratteristiche ”entro il termine del 1° gennaio 2017 per gli edifici occupati da pubbliche amministrazioni e di proprietà di queste ultime, ivi compresi gli edifici scolastici, ed entro il termine del 1° gennaio 2019 per tutti gli altri edifici”, quindi con due anni di anticipo rispetto alla normativa nazionale di cui al D.Lgs. 192/2005 (che prevede, rispettivamente, le date del 2019 e 2021).

Mentre si attende la pubblicazione dell’analogo provvedimento nazionale, è oggi in fase di predisposizione l’Atto di Coordinamento in materia, di cui si prevede l’entrata in vigore nel luglio p.v. (in ottemperanza alla data limite di attuazione della Direttiva comunitaria).

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Valutato che

la normativa in via di predisposizione introdurrà alcune condizioni per le quali è obbligatorio effettuare una diagnosi energetica per gli edifici privati.

Per le Piccole e Medie Imprese, il D.Lgs. 102/2014 già prevede che il Ministero dello sviluppo economico pubblichi un bando per il cofinanziamento (15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2020) di programmi presentati dalle Regioni finalizzati a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle PMI o l’adozione nelle PMI di sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50001.

I programmi di sostegno presentati dalle Regioni prevedono che gli incentivi siano concessi alle imprese beneficiarie nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato e a seguito della effettiva realizzazione delle misure di efficientamento energetico identificate dalla diagnosi energetica o dall’ottenimento della certificazione ISO 50001.

Non appena le regole del bando saranno rese note, la Regione provvederà a stabilire le modalità di cofinanziamento nell’ambito del programma POR-FESR 2014-2020.

I criteri minimi che dovranno presiedere alla elaborazione delle diagnosi energetiche e al relativo controllo sono stati specificati in norme tecniche di riferimento, in particolare per quanto riguarda i criteri minimi per le diagnosi energetiche:

     UNI CEI/TR 11428:2011 “Gestione dell’energia – Diagnosi energetiche – Requisiti generali del servizio di diagnosi energetica”: è la norma che regola i requisiti e la metodologia comune per le diagnosi energetiche nonché la documentazione da produrre. Ci sono poi le norme specifiche:

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     UNI CEI EN 16247-1:2012 “Diagnosi energetiche – Parte 1: Requisiti generali”

     UNI CEI EN 16247-2:2012 “Diagnosi energetiche – Parte 2: Edifici”

     UNI CEI EN 16247-3:2012 “Diagnosi energetiche – Parte 3: Processi”

     UNI CEI EN 16247-4:2012 “Diagnosi energetiche – Parte 4: Trasporto”;

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per quanto riguarda la qualificazione dei soggetti che le eseguono:

     UNI CEI 11339:2009 “Gestione dell’energia. Esperti in gestione dell’energia. Requisiti generali per la qualificazione”: è la norma che stabilisce i requisiti perché una persona possa diventare Esperto in Gestione dell’Energia. Il D.Lgs. 102/2014 prevede che le diagnosi possono essere realizzate (dal 2016) solo da tali soggetti.

Tutto ciò premesso

impegna la Giunta regionale

a proseguire nella revisione degli strumenti ai fini del POR-FESR 2014-2020, l’impegno nello già positivamente sperimentato fondo di rotazione a supporto degli interventi di efficientamento energetico (per le PMI).

A focalizzare maggiormente l’attenzione sulla diagnosi per i condomini costruiti prima del 1991, escludendo quelli il cui titolo abilitativo è stato rilasciato dopo il 4 marzo 2008 e quelli per i quali è disponibile una diagnosi energetica effettuata negli ultimi 5 anni, a partire dall’edilizia residenziale pubblica.

A verificare la possibilità di assumere l’APE per i condomini quale diagnosi energetica semplificata.

A promuovere nella manovra di assestamento di Bilancio l’introduzione di un apposito capitolo attraverso cui erogare contributi a soggetti pubblici e privati al fine di effettuare diagnosi energetiche, con particolare riferimento agli edifici con almeno 20 unità immobiliari e aiuti energetici per piccole e medie aziende.

Ad attivare un tavolo regionale con le associazioni dei tecnici preposti alla elaborazione delle diagnosi energetiche per concordare le modalità di predisposizione dell’atto tecnico e dei costi relativi chiedendo un contributo per la riduzione dei costi per contribuire a un processo che interessa tutti gli operatori edili.

Ad attivare un tavolo regionale, in accordo con le rappresentanze comunali, per coinvolgere banche, assicurazioni e gruppi finanziari al fine di creare un volano finanziario che permetta ai condomìni che decideranno di dare seguito ai lavori proposti, anche tramite apposite Società ESCo, di accedere a finanziamenti a un tasso basso e concordato a fronte del piano finanziario proposto dalla diagnosi energetica stessa.

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Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 28 aprile 2015