Tolleranza è uno dei nomi del rispetto delle idee e delle convinzioni degli altri anche quando sono in contrasto con le nostre.
Senza una dose significativa di tolleranza la stessa democrazia non può reggere. Oggi non va molto di moda la democrazia. In molti paesi decisivi vi sono regimi o governi che rifiutano la democrazia e in altri sono comunque molto presenti movimenti e patiti populisti e tendenzialmente antidemocratici.

I gravissimi problemi sanitari, ambientali ed economici sembrano troppo grandi per essere affrontati e per molti è meglio negarli, sostenere che non esistono o trasformarli in complotti, e votare chi lo afferma.
Il contenuto sociale delle democrazie liberali è stato troppe volte cancellato e, anche per questo, la ‘’presa’’ popolare del liberalesimo dei diritti si è abbassato.

Anche nei giorni ormai lunghi di vita quotidiana sotto la pandemia, sappiamo di gesti anche gravi di intolleranza, verso gli anziani per esempio.

Nei bus, nei metrò, al lavoro, l’intolleranza, figlia dell’ignoranza e della paura del diverso, vive ormai tra noi, e purtroppo, spesso, ha il passo più veloce anche della scuola, dell’arte e della cultura, le quali lottano con coraggio affinché trionfi la libertà. La giornata è stata proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per mettere in primo piano il rispetto, la convivenza e la collaborazione fra culture differenti.
Etnia, religione, lingua, costumi sono importanti ma l ‘umanità è una sola.

La Dichiarazione universale dei Diritti Umani si rivolge al mondo intero e proclama principi che non possono affermarsi senza tolleranza e solidarietà.

In occasione del 16 novembre sono numerose le iniziative che vedono protagoniste persone, e istituzioni che si impegnano per promuovere la tolleranza e la non violenza.

Si tratta di governi e capi di stato, ma anche di organizzazioni di volontariato e associazioni di cittadini.
I temi sono quelli della libertà e del progresso civile in tutto il mondo.
In Italia si muovono le scuole, consapevoli di dover educare i giovani ai valori della tolleranza. Segnerà la loro comunicazione sui social l’hashtag #DIVERSODACHI Lo metto qui anch’io. Facciamolo in tanti.