La pandemia c’è ancora.
Ogni giorno il bollettino sembra riportare le notizie di una guerra. I contagi sono ripresi da diverse settimane, forse per l’incidenza delle varianti. I decessi, nonostante le prime vaccinazioni che hanno messo in salvo già molti anziani di età particolarmente avanzata, seguono, dopo un certo numero di giorni la curva dei contagi.
Eppure non sembra inutile ricordare chi ci ha lasciato , per questa terribile malattia, nel lungo anno che abbiamo alle spalle.
E’ un modo per ricordare chi ha tanto sofferto, per stare vicino ai suoi familiari, per ringraziare i medici, gli infermieri e tutti coloro che si prodigano per salvare vite umane o per sostenere gli ammalati.
Ed infine è una occasione importante per fare una corretta informazione.
Ci sono scriteriati che ancora continuano a negare la pandemia e a minimizzare, senza pietà, sulle morti.
Invece ormai sappiamo. Sappiamo che le previsioni degli epidemiologi erano drammaticamente corrette e che tutto il mondo è stato attaccato.
Abbiamo però, finalmente, un’arma.
I vaccini, uno dopo l’altro si presentano e, con ritardi, polemiche , verifiche anche drammatiche, stanno però agendo.
Il modo migliore per ricordare i morti è proteggere i vivi con la prevenzione, il rispetto di ogni norma, anche la più difficile, come la chiusura di contatti e attività, e con la vaccinazione che deve allargarsi a tutti, con la massima rapidità.
Oggi penso a quelle donne e a quegli uomini che ho conosciuto bene, con cui ho lavorato e discusso e che non rivedrò mai più. Penso a Bruno Pizzica, una colonna buona del sindacato e delle forze popolari. Vorrei poter fare di più, nel suo nome. Ma non so cosa. Intanto avviciniamoci tutti, oggi, sentiamoci, per quello che ci è possibile, responsabili, della nostra salute ma ugualmente anche di quella degli altri.