L’ammirazione per Ezio Bosso è stata grandissima.
Gli si rivolgeva per il talento straordinario, per la commozione nel vederlo impegnato in una strenua difesa della sua vita, insidiata sempre di più dalla malattia, per l’immediatezza del suo carattere aperto e capace di abbracciare il suo pubblico, di trasmettere amore ed amicizia.
Ma Bosso possedeva anche una singolare profondità di pensiero che riusciva a comunicare con le sue poche, concentrate parole.
Mi tornano in mente: “La musica non è solo di chi la scrive, è anche di chi la esegue, di chi l’ascolta, di chi la ricorda. La musica appartiene a tutti”. Siamo il paese della musica ma le dedichiamo troppo poco spazio, nella scuola e nella società.
L’acutezza di un dolce Maestro continuerà a ricordacelo