Lo chiede Bologna. Dalle sue torri

Deve finire l’ ingiusta carcerazione di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’Università bolognese, che è da Febbraio nelle patrie galere senza un motivo.
Bologna torna a chiedere la sua libertà, coinvolgendo il suo luogo e la sua immagine più importanti e noti nel mondo, quelli delle torri.
Ai piedi della torre Garisenda, è stato affisso un grandissimo “cartello” ideato dall’artista Gianluca Costantini.
L’opera è affissa ad un ponteggio del cantiere per i lavori in corso per consolidare la nostra torre pendente, quella che più affascina, quella di cui scrisse Dante.
Siamo in un mondo ferito e inquieto. Alla drammatica crisi ambientale e alle guerre in corso, si è aggiunta la più grave epidemia da cento anni a questa parte.
La nostra mente è spesso pesante, carica di preoccupazioni.
Ma non bisogna dimenticare un giovane ricercatore che era una parte della città di Bologna e del suo Ateneo. Non lo possiamo abbandonare. Se lo facessimo la sua vita sarebbe certamente ancor più in pericolo. Se invece insistiamo, continuiamo a fare il suo nome, contribuiamo a proteggerlo a tenere aperto il suo caso. Il movimento per Zaky a Bologna ha già fatto molte cose, cortei, manifestazioni, campagne. Ora con noi abbiamo una torre intera. Siamo più forti.