49MILIONI PER INFANZIA ADOLESCENZA FAMIGLIE FRAGILITA’
Servono risposte concrete e veloci, sia per rimettere in moto il lavoro, fabbriche, cantieri, uffici, sia per i bisogni sociali acuiti dall emergenza Covid 19.
Sui servizi sociali arriva il sostegno della Regione alle famiglie e alle persone in maggiore difficoltà.
49 milioni di euro, 6 milioni in più rispetto al 2019.
Sono le risorse stanziate per finanziare nel 2020 il Fondo sociale regionale e ripartite ai Comuni.

Da dove vengono? La metà dallo Stato, e vanno ai Comuni ed alle Unioni dei Comuni per il funzionamento dei servizi sociali fondamentali, in base a quanto programmato nei Piani di zona. Su questa scelta si è avuto il via libera dal Consiglio per le autonomie locali, e un ottimo confronto con il Terzo Settore e con le Organizzazioni sindacali.
Nulla quindi cade dall’ alto in Emilia-Romagna.
Quindi, se il totale è di 49,3 milioni, ben 44,8 saranno impegnati sui servizi, per bambini, adolescenti e famiglie, soprattutto quelle che hanno al loro interno persone in difficoltà oppure sono state particolarmente colpite dalla crisi economico sociale innescata dal Covid-19.
Le famiglie sono spesso in difficoltà, dove il lavoro è fermo o molto ridotto e molti stipendi sono garantiti dalla Cassa integrazione, che però non dura per sempre.
Arrivano i debiti, crescono sia le paure di scivolare in basso sia le disuguaglianze concrete, nelle cure dentarie e nell’ istruzione, per esempio.
Se per i bambini e i ragazzi le scuole chiuse hanno salvato molte vite ma esposto a gravi difficoltà psicologiche e di apprendimento, per le donne, come ogni passaggio della storia nel quale cresce la disoccupazione e aumentano gli obblighi di cura, il rischio è di perdere non poco delle conquiste di libertà volute e ottenute da intere generazioni.
Dei 44,8 milioni di euro  destinati alla gestione dei servizi sociali e sociosanitari a Bologna ne andranno 10,2.
Gli enti locali segnalano una grandissima difficoltà nel far fronte ad una esplosione di nuovi bisogni e nel fornire risposte sia alle persone già fragili sia ad una nuova utenza, non conosciuta, che mai prima di questa contingenza aveva avuto necessità di rivolgersi e chiedere supporto al sistema dei servizi.

Non si potranno fare le stesse assegnazioni di un anno fa, occorrerà flessibilità. Bisogna guardare innanzitutto ai bisogni nati con la crisi Coronavirus.
E necessario sostenere nell’immediato famiglie e singoli in stato di urgente difficoltà, con attenzione particolare alle donne,
Sono previsti anche alcuni Fondi specifici per aiutare le comunità per minori, i centri per le  famiglie che sostengono i nuovi genitori e i nuclei con adolescenti, al “P.I.P.P.I.” un programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione cioè per evitare l allontanamento dei figli minori.da famiglie a rischio, ma che possono ancora essere recuperate,
E ancora: gli interventi nella vita carceraria, il supporto alla mobilità delle persone fragili, con un particolare sostegno alle famiglie numerose. Un intervento vasto ma, anche se rivolto in molte direzioni, con un filo conduttore comune:“tenere” l’ alto livello sociale della società regionale contrastare crisi e degrado.